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Oltre alla Villa Reale, che sicuramente da sola vale la visita, la città di Monza offre un centro storico ricco di passato, tesori, scorci.

La città custodisce infatti testimonianze praticamente di tutte le epoche e di tutti i popoli che la hanno abitata, dagli antichi Celti, passando per i Romani, fino ai Longobardi, cui è legata la sua storia più conosciuta.

Ma cosa vedere in città?

Ecco spunti e idee per voi

 

L’Arengario

A pochissimi metri da Piazza Duomo è possibile ammirare Piazza Roma, centro nevralgico della zona storica di Monza, dove sorge il famoso Arengario, l’antico palazzo comunale eretto nella seconda metà del 1200. Costruito nelle immediate adiacenze della piazza del mercato, è il più importante edificio civile della città, che ospitò per secoli tutte le attività comunali e le riunioni presiedute dal podestà.

L’edificio di mattoncini rossi sorge su tre file di arcate massicce sotto cui, un tempo, si svolgeva il mercato cittadino.

Fra le altre curiosità, sulla facciata, sopra alle volte degli archi, venivano dipinti i volti dei condannati a morte, mentre sul lato opposto alla torre si trova la Parlera, ovvero il balconcino, aggiunto in epoca più recente, dal quale il podestà emanava le grida, ovvero le decisioni e le disposizioni di interesse per i cittadini.

Inoltre, sempre parlando di curiosità, nel 1347 sulla torre campanaria venne installato uno dei primi orologi a ruota d’Italia.

Attualmente il piano superiore è adibito a sala d’esposizione per rassegne culturali e mostre d’arte.

 

Il Duomo

Il Duomo di Monza è, forse, l’edificio più bello e importante del centro città. Sottoposto a un lungo restauro grazie al contributo della Fondazione Gaiani è oggi testimone non solo della storia religiosa, ma soprattutto custode della storia antica di Monza.

Le origini del Duomo di Monza sono fortemente legate a Teodolinda, regina dei Longobardi e sposa di Re Autari, che scelta Monza come sua residenza, fece erigere intorno al 595-600 un palazzo e una cappella in onore di San Giovanni Battista, trasformata poi nell’omonima basilica.

La leggenda narra che la regina Teodolinda fece erigere un oraculum nel punto indicatole da una colomba che le apparve in sogno.

Proprio a questa regina e donna speciale si deve la conversione del popolo longobardo alla religione cattolica e la sua autorità e forza interiore sono spesso testimoniate dalle scelte che fece durante la sua vita (come ad esempio sposarsi con re Agilulfo poco dopo la morte di Re Autari come ci viene narrato).

La facciata purtroppo è ancora in restauro quindi coperta dall’impalcatura…peccato 🙁

 

 

L’interno del duomo invece è stupendo e stupisce per la ricchezza di importanti opere artistiche. Le pareti sono un tripudio di affreschi di Gilardi, Carloni, Ricci, Abbiati, Porta e Zavattari solo per citare alcuni degli artisti che decorarono questo luogo di culto. La volta della navata maggiore viene invece affrescata alla fine del ‘600 da Stefano Maria Legnani detto il Legnanino.

 

Splendido “L’Albero di Jesse” di Giuseppe Arcimboldi!

Curiosità: sulla piazza del Duomo si trova anche un Crocicchio risalente al periodo della peste, venne eretto per volontà di San Carlo per permettere ai malati di vedere la croce e pregare da dentro casa, senza doversi recare in chiesa.

 

La Cappella Teodolinda

A sinistra dell’altare maggiore è situata la Cappella dedicata alla Regina Teodolinda, un vero tesoro dalla bellezza sbalorditiva *_*

Il ciclo pittorico dedicato alla regina longobarda, splendida opera degli Zavattari, si sviluppa attraverso 45 scene, posizionate su cinque piani sovrapposti, detti registri. All’interno della cappella è narrata la storia di tutta la vita di questa donna speciale che a distanza di così tanto tempo riesce ancora a far parlare di sè. L’uso dei colori e dell’oro arricchisce le scene ed aiuta anche a “leggere” le immagini collocate negli spazi più alti. I dettagli sono incredibilmente ricchi e preziosi e catalizzano lo sguardo, proprio come se ci si trovasse davanti ad un libro aperto.

Stupore e pura meraviglia: ecco cosa si prova quando ci si trova qui, mentre lo sguardo vaga da un dettaglio all’altro, da una scena all’altra, dal basso verso l’alto, mentre le parole della guida raccontano del passato, della storia, delle leggende e di lei, la regina.

All’interno della Cappella non si possono fare fotografie, l’unico scatto che è possibile fare è alla parte alta del ciclo pittorico mentre si visita il duomo e si intravede questo spicchio di incanto.

 

Come uno scrigno nello scrigno, la Cappella di Teodolinda, conserva da secoli una splendida opera di oreficeria bizantina tra le più importanti e significative di tutta la storia della cristianità e simbolo del potere regale in Italia: la Corona Ferrea, le cui origini si perdono tra storia e legenda, che ha segnato per secoli il destino di Monza, facendone luogo privilegiato tra le città dell’impero.

Un’antica leggenda vuole infatti che il cerchietto in ferro presente all’interno della Corona sia stato ricavato da uno dei chiodi usati per la crocefissione di Cristo. Sant’Elena, nel 326, lo avrebbe ritrovato e fatto inserire in un diadema per il figlio, l’imperatore Costantino il Grande. La corona sarebbe poi passata nella mani di S. Gregorio Magno, che ne avrebbe fatto dono alla Regina Teodolinda.

Venerata come una reliquia, la preziosa Corona Ferrea, fu indossata da grandi sovrani come Carlo Magno, Federico Barbarossa e Napoleone Bonaparte diventando il simbolo stesso del Regno d’Italia.

Sempre all’interno di questo magnifico tesoro italiano si trova il sarcofago contenente le spoglie della sovrana, oggetto di venerazione per secoli. Ancora oggi, all’anniversario della morte della regina Teodolinda (22 gennaio), si celebra una messa solenne presso l’altare della Cappella.

Tra l’altro Teodolinda ed il Duomo di Monza, dal 6 giugno 2011, sono stati annoverati tra i siti Unesco Patrimoni di Pace e Cultura, un riconoscimento doveroso nei confronti della lungimiranza e degli ideali diffusi dalla regina longobarda e dal luogo che ne conserva immutata la memoria.

Teodolinda è ancora oggi un personaggio molto sentito dalla popolazione monzese che ne celebra le gesta. Ogni anno, a inizio luglio, la città si anima con il corteo storico che sfila in abiti d’epoca fino a raggiungere la Piazza del Duomo dove la serata viene allietata da spettacoli di luci, trampolieri e danze molto d’effetto.

L’ingresso al Duomo è gratuito, mentre l’ingresso al Museo del Tesoro e alla Cappella di Teodolinda costa 8€ intero/6€ ridotto ed è necessaria la prenotazione. Purtroppo non è possibile scattare foto. Alla fine della visita vi verrà consegnata una brochoure.

Orari: da martedì a sabato 9-18, domenica 14-18 compatibilmente con le funzioni liturgiche

 

Le altre chiese del centro

Vi sono anche altre chiese di interesse minore, come Santa Maria in Strada risalente al 1300, caratterizzata dalle decorazioni in cotto che ne abbelliscono la facciata in stile gotico che risalta in Viale Italia.

La chiesa di Santa Maria al Carrobiolo, è stata edificata intorno alla metà del 1200, modificata più volte nel corso degli anni tanto che della sua struttura originaria rimangono il suo abside e il suo campanile romanico. Oltre al portale in pietra arenaria di Buzzi, all’interno della chiesa è possibile trovare diversi affreschi di Giovan Battista, Girolamo Grandi e Andrea Porta.

Oppure la Chiesa di San Maurizio, ex Santa Margherita, in cui si narra (anche se la veridicità non è stata ancora accertata) che venne ordinata Virginia de Leyva, ovvero la Monaca di Monza. Ma questa noi non abbiamo avuto modo di visitarla.

Volevamo invece visitare la Chiesa di San Pietro Martire ma mannaggia era chiusa. Nella piazza però c’era una bellissima e coloratissima installazione creata da 30 ragazzi autistici intitolata “Autismo in Blue Jeans”, semplicemente geniale!

 

Il Ponte dei Leoni

Il Ponte dei Leoni, chiamato così per via dei suoi leoni in marmo opera dello scultore Antonio Tantardini, è uno degli storici ponti di Monza utilizzati per l’attraversamento del fiume Lambro. Edificato nel 1842 in seguito a un processo di risistemazione della via militare per le zone di Lecco e del Tirolo, questo ponte venne costruito al posto del precedente Ponte dell’Arena, lungo quasi il triplo perché permetteva l’attraversamento trasversale delle due sponde tramite il passaggio obbligato alla Torre di Teodolinda. A causa del nuovo assetto urbanistico, invece, il Ponte dei Leoni (edificato per esaltare il potere dell’impero austro-ungarico) smise di puntare alla torre per indirizzarsi invece verso l’Arengario.

 

Torre Viscontea

Come ogni borgo medievale che si rispetti, anche Monza un tempo ospitava un castello, il castello Visconteo, abbattuto nel 1809: la Torre Viscontea, sul cui lato è possibile vedere ancora i segni delle feritoie del ponte levatoio e una finestra murata in stile gotico, è tutto ciò che rimane a testimonianza dell’esistenza del castello.

 

Che dite vi ho incuriosito?

Voi avete mai visitato Monza? Avete qualche consiglio da aggiungere? Lasciate un commento qui sotto e raccontatemi 🙂

 

 

Info pratiche

Come arrivare

In auto: da Milano, Viale Fulvio Testi direzione Monza, poi SS36 direzione Lecco, uscita Monza Villa Reale; da Torino e Venezia, autostrada A4 Torino-Venezia, uscita Cinisello-Sesto San Giovanni, poi SS36 per Lecco, uscita Monza Villa Reale; da Bologna, autostrada A1 Firenze/Bologna-Milano, tangenziale est poi tangenziale nord direzione Como, uscita Monza Centro

In treno: Monza è collegata alle città di Milano, Como, Lecco e Bergamo con un servizio ad alta frequenza. Monza è fermata lungo le linee ferroviarie FS Milano-Bergamo, Milano-Como/Chiasso e Milano-Lecco.

In bus: bus Autoguidovie Brianza Trasporti z221 (Milano-Sesto Fs M1 – Monza-Carate-Mariano C.)

In aereo: Monza è servita da tre aeroporti Linate (distanza 20 km), Malpensa (distanza 50 km), Orio al Serio (distanza 40 Km). I tre terminal sono collegati alla Stazione Milano Centrale, da un servizio di bus navetta gratuito, ogni 10 minuti e da qui è possibile prendere il treno per Monza.

Parcheggi: è possibile lasciare l’auto nei parcheggi a pagamento e a ore nelle vicinanze del centro storico, oppure nei parcheggi custoditi di via Pennati, piazza Carducci, via Azzone Visconti o ancora quelli vicino alla Villa Reale di Viale Regina Margherita, Viale Cavriga (Parco di Monza) e Via Petrarca (l’abbiamo lasciata noi ed essendo festivo abbiamo parcheggiato gratuitamente tutto il giorno)

Come muoversi: per visitare Monza al meglio, vi suggeriamo di indossare delle scarpe comode e di prepararvi a fare un bel giro a piedi per il centro, perfettamente a misura di pedone.