ilchiostrodiVOLTORRE

Voltorre è un piccolo centro, frazione del Comune di Gavirate, da cui dista poco più di un chilometro ed è adagiato ai piedi del Parco del Campo dei Fiori e toccato dalla strada litoranea che affianca il Lago di Varese.

Questa struttura formata dalla torre campanaria e dal chiostro, costruito attorno all’anno mille dai frati benedettini cluniacensi, costituisce uno fra i più interessanti esemplari di arte romanica del territorio varesino, dichiarato monumento nazionale nel 1911.

Un piccolo gioiellino ✨⛪che merita una visita per tuffarsi in un passato lontano.

 

Chiostro di Voltorre: la storia

Durante l’epoca medievale era un complesso monastico fiorente, che fu decorato dallo scultore locale Lanfranco da Ligurno ed in seguito affidato alla gestione dei Benedettini, fino a quando, sul finire del Settecento, il governo francese mise in vendita l’intero complesso che perse la sua unitarietà diventando residenza rurale e deposito di attrezzi agricoli.

Il chiostro, così come lo si vede oggi, risale alla fine del 1100 – primissimi anni del 1200 e venne realizzato per volontà dei Monaci Fruttuariensi qui residenti, a cui erano stati assegnati la chiesa e la torre di Voltorre per decreto papale nel 1154. I fruttuariensi erano un ordine monastico fondato agli inizi del 11°secolo da Guglielmo da Volpiano, monaco benedettino cresciuto in ambito cluniacense famoso per aver ricondotto numerosi monasteri al rigoroso rispetto della Regola di San Benedetto.

I benedettini rimasero a Voltorre pregando, coltivando la terra, ospitando pellegrini, trascrivendo e miniando codici fino all’anno 1519 quando Papa Leone X°, previo accordi con l’ultimo priore Alessandro Sforza, incorporava ed univa il monastero di Voltorre ai canonici lateranensi di Santa Maria della passione di Milano, i quali abbandonarono definitivamente il nostro chiostro nel 1798 in seguito ai decreti napoleonici di requisizione dei beni degli ordini religiosi.

Abbandonato dagli ordini religiosi alla fine del ‘700, il Chiostro viene gravemente danneggiato nel 1913 da un incendio, che causa il crollo di una parte consistente del monastero.

Solo un secolo dopo, nell’Ottocento, venne “riscoperto” il chiostro e nacque la volontà, da parte della Soprintendenza e di alcuni intellettuali del tempo (tra cui lo scultore Lodovico Pogliaghi, l’architetto Luca Beltrami e il pittore Luigi Conconi), di restaurarlo e di valorizzarlo a dovere. Venne fondato un comitato per i restauri, ma un incendio nel 1913 danneggiò fortemente la struttura. Negli anni ’20 e ’30 lo Stato procedette ad acquistare le parti di chiostro dai diversi proprietari, e finalmente nel 1978 l’intero complesso passava in affidamento alla Provincia e tornava a essere fruibile da tutti i cittadini.

Oggi il Chiostro ospita la sede del Museo d’Arte Moderna della Provincia di Varese e vi vengono periodicamente organizzati mostre e convegni con lo scopo di valorizzare le collezioni territoriali altrimenti precluse al pubblico in una cornice decisamente suggestiva.

 

Chiostro di Voltorre: la struttura

Io sono stata molto fortunata, infatti durante la visita organizzata insieme ad una cara amica, ho incontrato il Sig. Maurizio che ci ha fatto da cicerone e ci ha mostrato alcuni interessanti dettagli e illustrato delle particolarità davvero intriganti e poco conosciute.

Ma andiamo con ordine

Il chiostro è costituto da un’area quadrangolare irregolare e ingloba una parte dell’abside della chiesa. La particolarità del chiostro è quella di avere ogni lato diverso dall’altro; in particolare, il lato settentrionale presenta una lavorazione decisamente più accurata rispetto a quella degli altri lati.

Come ci ha spiegato Maurizio, i capitelli più belli si trovano nel lato settentrionale: si ammirano archi intrecciati, colonne alternativamente cilindriche ed ottagonali e capitelli in pietra di Viggiù, lavorati in modo accurato e fantasioso.

Ed è proprio in questa varietà che sta la bellezza artistica del chiostro: si notano infatti capitelli richiamanti gli stili classici greco, dorico, ionico, corinzio e bizantino che sono gli elementi di maggior pregio artistico dell’intero complesso.

In uno di essi, come ci fa notare la nostra guida speciale, è anche riportata la firma del probabile autore dell’intero complesso: Lanfranco da Ligurno, che si autodefinisce “Magister”.

La mente vaga e immagina la figura del Magister che scolpisce la sua firma qui, indelebile nel tempo.

 

Chiostro di Voltorre: gli spazi espositivi

Il piano superiore ospita oggi le sale per le esposizioni temporanee che un tempo dovevano essere adibite agli alloggi dei monaci e dei conversi (laici che lavoravano per i monaci).

Durante la vostra visita abbiamo avuto modo a di vedere la mostra fotografica del Coro Val Tinella, allestita per ripercorrere i 50 anni di attività e far assaporare e rivivere tutto questo mezzo secolo di storia passato tra canti, voci, viaggi e amicizia  ????

Tra documenti, oggetti, vestiti e musica un altro viaggio alla scoperta di queste incredibili persone.

 

 

Chiostro di Voltorre: la Chiesa di San Michele

La piccola Chiesa di San Michele è di origine romanica, databile ai primi anni del 1100, e ha una posizione alquanto anomala non in asse con gli edifici del monastero, sembra sia basata sullo schema adottato nel monastero di Cluny in Francia. Con ogni probabilità la chiesa e la torre campanaria sono state costruite prima del monastero in quanto, in fase di scavo, sono state ritrovate le fondamenta di edifici religiosi ancora più antichi.

 

Adornata internamente intorno al 1600 con raffinate decorazioni in stucco e gli affreschi a tromp-l’oeil in stile barocco, la chiesa stupisce per la sua eleganza.

Il nostro cicerone ci fa notare che ci sono particolari che ricordano la presenza dei Lateranensi: i due medaglioni che rappresentano due figure con l’abito dell’Ordine contraddistinto dal copricapo pannonico e l’immagine della Madonna Addolorata, molto venerata dai religiosi, raffigurata nella pala sopra l’altare, assieme a San Michele, l’arcangelo molto venerato dai longobardi considerato il primo difensore della fede.

Ai lati dell’altare invece, ci sono due affreschi: uno dedicato a Sant’Antonio Abate e l’altro a S. Bernardo.

 

La Chiesa non è utilizzata per celebrare le funzioni religiose e viene aperta solo in occasioni eccezionali. E noi siamo state doppiamente fortunate ad avere il nostro cicerone personale che ci ha letteralmente aperto le porte di questa bellissima chiesetta e ci ha fatto scoprire questo piccolo tesoro *_*

 

Curiosità

Fino agli inizi del novecento qui si conservava una delle più antiche campane d’Europa, risalente al 1200 ed eseguita da “Magister Blasinus Stemalius de Lugano”, come riportato sull’incisione che la ornava sul bordo, un maestro fonditore proveniente dal vicino Canton Ticino.

 

 

Entrare in un chiostro è sempre un’esperienza evocativa e il Chiostro di Voltorre ha questa magia insita nella sua architettura e nella sua storia che vive attraverso l’atmosfera di antico monastero benedettino. Le mura in pietra di questo luogo di cultura, riflessione e arte, racchiudono e avvolgono il giardino, creano un distacco da tutto ciò che è fuori e accompagnano lentamente il visitatore in una piacevole sensazione di quiete ♥️

 

E a voi piace visitare questi luoghi di pace e pieni di storia?

Raccontatemelo nei commenti e se conoscete altri viaggiatori e sognatori a cui piacerebbe questo articolo condividete ?

 

 

Info pratiche

Dove: Piazza Chiostro, 23, Gavirate

Orari: dal martedì alla domenica e festivi dalle 14 alle 17, orario invernale; dalle 14 alle 18 orario estivo.

Ingresso: gratuito

 

Come arrivare

In auto: autostrada A8 Milano- Laghi uscita Varese – proseguire in direzione Gavirate

In treno: www.trenitalia.com e www.ferrovienord.it