Milano da scoprire: la chiesa di San MAURIZIO

Nel cuore di Milano, a pochi minuti a piedi dal Castello Sforzesco e dal Duomo, c’è questa chiesa dall’aspetto semplice e un po’ anonima all’esterno, ma che, se si varca la soglia, regala uno spettacolo immenso *_*

E’ la Chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore, meno nota di altri luoghi più celebri del capoluogo lombardo, ma che merita assolutamente una visita.

Per noi è stata una splendida scoperta!

 

Un po’ di storia

San Maurizio al Monastero Maggiore nasce come chiesa dell’ex Monastero Maggiore nel 1503 e fu uno dei più ampi e antichi cenobi femminili di Milano che ospitò alcune delle monache benedettine di alcune delle più importanti famiglie cittadine. L’edifico venne realizzato per i cittadini, ma anche per le monache di clausura che dovevano restare isolate dal resto della società: da qui il tramezzo che divide in due il complesso architettonico.

La comunicazione tra le due parti della chiesa avveniva attraverso una grata posta sopra l’altare, che fu ristretta alla fine del cinquecento su richiesta dell’arcivescovo Carlo Borromeo, il quale vi collocò la pala d’altare ancora oggi visibile. Solo nell’Ottocento vennero aperte le porte di comunicazione tra le due aule in seguito alla soppressione del convento.

Per lungo tempo San Maurizio fu non solo una sede religiosa ma anche una potente sede economica. Il complesso sorse infatti in una zona della città molto importante fin dall’età romana, a ridosso della cerchia delle mura di cinta, a poca distanza dal palazzo imperiale.

Il ciclo decorativo ad affresco, che ricopre interamente pareti e volte, permette di ammirare l’evoluzione della pittura lombarda per tutto il corso del 1500, con gli interventi in particolare di Bernardino Luini e i suoi figli Aurelio, Evangelista e Giovan Pietro, di Boltraffio e di Simone Peterzano, maestro del giovanissimo Caravaggio.

Per anni la chiesa si è trovata in uno stato di degrado assoluto, fortunatamente, a partire dal 1982 diverse campagne di restauro si sono succedute. Quella più cospicua, finanziata da Banca Popolare di Milano, si è conclusa nel 2015 dopo trent’anni di lavori.

 

L’interno

Vista da fuori, la chiesa di San Maurizio passa quasi inosservata, ma appena entrati si rimane subito senza parole, è tripudio di dipinti, stucchi, affreschi che ricoprono ogni spazio, uno scrigno prezioso che contiene una ricchezza di opere d’arte pazzesca.

La chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore conserva al suo interno eccezionali capolavori della storia dell’arte lombarda. Ci si ritrova completamente avvolti da pitture e affreschi in cui vengono narrate storie di santi, parabole, episodi biblici e della vita di Cristo in un trionfo di colori sgargianti e ipnotici ricchi di ori e dettagli straordinari, da far girare la testa.

Vi assicuro che ci saranno momenti in cui non saprete dove guardare per la meraviglia che vi circonda. Iniziamo a capire perché è stata definita la Cappella Sistina di Milano!

 

Dal passaggio a sinistra dell’altare si accede alla sala del Coro delle Monache, l’ambiente che per primo fu affrescato. In particolare, l’affresco più antico è quello che riveste la volta sotto la quale si riunivano le monache che facevano parte del coro. È un’opera di grande impatto per la vivacità dei colori utilizzati: lo sfondo è di color blu notte e vi sono raffigurati i quattro evangelisti che circondano un Padre Eterno benedicente.

Anche qui lo sguardo vaga e si sposta continuamente dalle pareti al maestoso coro ligneo color ebano risalente agli inizi del cinquecento, dalle volte alle pareti, in un turbine di dettagli che lasciano sbigottiti, quasi disorientati, fino a posarsi sul magnifico organo cinquecentesco, un pezzo unico nel suo genere. Si dice sia il più antico di Milano, di sicuro è veramente un’opera di notevole pregio.

Tra i tanti, spicca il grande affresco dell’Arca di Noè dove vi è anche una coppia di unicorni. Nelle cappelle, infine, i dipinti sono quasi tutti legati alla famiglia dei Bentivoglio, una delle più nobili casate di Milano che finanziò gran parte della realizzazione dell’edificio.

Ma i particolari da scoprire sono quasi infiniti, si starebbe ore a cercarli, tra il cielo stellato sotto il coro, nelle nicchie, sulle pareti o sopra una porticina d’ingresso.

E’ anche bello vedere le espressioni sorridenti dei volontari del Touring Club Italiano che leggono lo stupore e l’incredulità dei visitatori, me compresa 🙂 …sarei stata lì ore a guardare ogni angolo, ogni dettaglio, ogni sfumatura di questo luogo straordinario.

 

San Maurizio è un piccolo-grande capolavoro di inestimabile valore che colpisce profondamente chi, come noi, vuole farsi stupire da immensa bellezza. Un tesoro nascosto di Milano che assolutamente vale la pena scoprire e ammirare.

 

 

Curiosità

  • Al centro del coro delle monache della Monastero di San Maurizio si trova un pregiato organo cinquecentesco, opera di Gian Giacomo Antegnati, con ante dipinte a tempera da Francesco Medici. Si tratta di uno strumento a trasmissione meccanica costituito da 50 note ed una pedaliera di 20, costantemente unita alla tastiera. Pensate che l’organo più antico di Milano ed è ancora funzionante, tanto che la chiesa è sede di eventi culturali e raffinati concerti, tra i quali “Milano artemusica”.

 

  • Gli occhi più attenti noteranno che vi sono due personaggi che si ripetono sia nella parte “laica” che in quella monacale: sono i genitori di Alessandra Bentivoglio, badessa per ben sei volte, i committenti della raffinata pittura della chiesa, i nobili Alessandro Bentivoglio, figlio del principe di Bologna, e Ippolita Sforza, musa ispiratrice del vescovo-poeta Matteo Bandello.

 

  • Il convento fu soppresso nel 1798 e adibito prima a caserma, poi a scuola femminile e poi ancora ad ospedale militare nel corso dell’Ottocento. In seguito, per motivi urbanistici, venne abbattuto il chiostro maggiore e i bombardamenti della II Guerra Mondiale distrussero in parte anche il secondo.

 

  • Nel chiostro oggi ha trovato sede il Museo Archeologico dove è possibile vedere i resti di due torri romane che furono inglobate nel monastero e conservate intatte fino al tetto: una quadrata da cui partivano le corse dei cavalli nel circo e l’altra, poligonale a ventiquattro lati, appartenente alla cerchia delle mura.

 

 

Info pratiche

Dove: Corso Magenta 15

Come arrivare: Raggiungibile con M1 (linea rossa) fermata Cairoli o Cadorna; M2 (linea verde) fermata Cadorna o Sant’Ambrogio, tram (linea 27 e 16).

Ingresso: gratuito. I singoli visitatori che non compongono un gruppo possono andare a visitare la chiesa liberamente negli orari di apertura, mentre è obbligatoria la prenotazione per i gruppi e le scolaresche. Ulteriori info sul sito di Turismo Milano.

Orari: questo bellissimo gioiellino milanese è aperto al pubblico è grazie al grande impegno giornaliero dei volontari del Touring Club Italiano, che accolgono i visitatori all’interno degli spazi di San Maurizio al Monastero Maggiore dal martedì alla domenica dalle ore 9 alle 19:30.

 

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Un abbraccio e buona strada

Morena