Il bosco INCANTATO di Cerro di Caldana – Un po’ di magia al parco Campo dei FIORI

“Non puoi vivere una favola se ti manca il coraggio di entrare nel bosco.”

A. Salvaje

 

E’ questa la frase incisa su una Pergamena in legno che vi accoglie all’inizio del Sentiero delle Sculture, il Bosco Incantato a un passo da Varese, all’interno del Parco Regionale del Campo dei Fiori.

Siamo nei boschi sopra Cocquio-Trevisago, in località Cerro di Caldana dove le meravigliose sculture di Sergio Terni, un bravissimo artista locale, impreziosiscono il sentiero 17 che sale verso il Forte di Orino. Una piccola terra di mezzo degli Hobbit immerso tra faggi, castagni, betulle, con un sottobosco poco fitto e ben curato.

 

Lo scultore Sergio Terni

Sergio Terni, 43 anni, nato a Cocquio Trevisago, di professione impiegato e gran camminatore, è uno scultore autodidatta. Ha imparato a intagliare frequentando le botteghe artigianali come si usava un tempo.

In un’intervista racconta “Scolpire non è facile. Devi trasmettere un’idea, un’emozione. E prima di usare lo scalpello trascorrono mesi di progettazione, di calcoli, percentuali, misure e studi dell’anatomia del corpo umano. Non è solo picchiare il legno con il mazzuolo. C’è lo studio, c’è la ricerca. Ho cominciato frequentando per tre anni il laboratorio di Luigi Pogliani a Brenta che mi ha insegnato a intagliare il legno, una tradizione che a Varese ha pochi cultori. Frequento corsi di scultura in Valle d’Aosta con il maestro Giuseppe Binel e ad Ortisei in Valgardena con Mattia Kostner. Le sculture fanno parte di me, io parlo con loro, do loro la mia anima e con la mia attività sogno di donare qualcosa di bello agli altri”.

“E ancora: “Sono amante del bosco e quindi ho unito queste due passioni. Utilizzo delle piante morte, destinate a essere tagliate. Sono gli stessi boscaioli a segnalarmele: a quel punto io do loro vita, nuovamente. Utilizzo soprattutto legno di castagno che, magari, non è ideale per la scultura, ma contiene tannino che permette al legno di resistere negli anni, anche se l’albero è morto”.

 

Il sentiero delle Sculture

Il benvenuto ve lo dà il Guardiano del bosco, colui che veglia affinché gli “ospiti” siano rispettosi con la foresta che li accoglie.

 

Poi man mano affiorano le altre sculture fiabesche in piena simbiosi con la natura: lo Scoiattolo gigante, la piccola Colomba, un’impressionante vipera che si confonde con la vegetazione, un Ragno con la sua ragnatela e uno Gnomo che fa capolino tra due tronchi…

 

E ancora una delle mie sculture preferite, il Gufo, semi-nascosto e appollaiato, in attesa dell’arrivo del buio, quando forse potrebbe spiegare le ali e vagare per il bosco…

 

La favola del bosco

Ma c’è anche una strega malvagia, la Strega del Cerro, di cui parla una favola paesana che vi riporto qui sotto.

 

“Una favola racconta che abitava a Cerro in una piccola casa isolata una brutta vecchia e malvagia strega.

Tutti gli abitanti erano infastiditi dalla sua presenza.

Nessuno sapeva cosa facesse in quella casa, era sempre rinchiusa…molti mormoravano che la Strega preparasse pozioni magiche e praticava strani incantesimi

Una notte tutto il paese si radunò davanti alla chiesae dopo aver tanto discusso presero una decisione.

Armati di bastone urlando e insultandola bussarono alla sua porta accusandola di magia e stregoneria…ma la povera Strega spaventata riuscì a scappare e non sapendo dove andare si rifugiò nel bosco.

Ancora oggi c’è chi dice di averla vista nell’oscurità vagare nel fitto bosco spaventando per vendetta chi incontra”

 

 

L’antica leggenda celtica

Troverete persino un omaggio alla Dea Berta, protettrice della vegetazione, tratto da un’antica leggenda celtica che narra la storia di questa magica figura femminile. Lì accanto troverete scritto:

“Essa si presenta come una bella donna dai lunghi capelli biondi, le vesti azzurre svolazzanti ornate con un lungo velo bianco e circondata da una splendida luce dorata.

Berta chiamata anche Regina degli Spiriti della Natura o potente Signora delle Alpi, la si può incontrare nei boschi al calar della notte o di primo mattino nei mesi di dicembre o gennaio, sorvolante e danzante senza fare alcun rumore sui prati rugiadosi del bosco.

La grande Dea Berta è la protettrice della vegetazione, è colei che regola la fioritura delle piante, curando e vegliando per tutto l’anno la salute del bosco e la buona armonia tra il regno vegetale e animale e per questo al suo passaggio in primavera cosparge i boschi di semi di piante e fiori in modo che possano rinascere.

La nostra signora sempre seguita dal suo lungo e strano “Corteo della Berta è sempre accompagnata dalla fedele e magica Oca zoppa con calcato sulla testa, fin quasi al becco, un buffo cappello rosso, mentre la zampa più corta è infilata in uno scarpone. Il corteo è anche composto da fate, folletti del bosco, strani animali fatati e gnomi.

Assistere da parte dell’uomo al passaggio del corteo della Berta porta molta fortuna, felicità e saggezza…ma attenzione!!!…non fatevi notare dalla Berta altrimenti vi rapirà e seguendola vagherete per sempre nei boschi col suo strano corteo!!!

 

Una scultura particolarissima, e penso la più difficile da avvistare, è quella della Maschera che fa capolino dalla base di un tronco tagliato e pare quasi voler sussurrare qualcosa a noi “viandanti” *_*

Alla fine, poco prima dell’inizio della salita, dove il sentiero prosegue per il Forte di Orino, compare un Elfo che sembra indicare la strada e dirvi arrivederci.

 

 

Il borgo di Cerro

Vale la pena fare due passi per il minuscolo borgo di Cerro, tra stradine e vicoli stretti dove curiosare, entrate stupende, un dipinto dell Madonna, la piccola chiesa.

L’abitato, raccolto attorno alla via principale offre preziose testimonianze di edifici rustici che conservano inalterati scorci, case e cortili d’altri tempi. Una finestra sul mondo contadino di circa duecento anni fa.

Una passeggiata con un pizzico di magia sia per i grandi che per i piccini nella quiete della natura del Parco del Campo dei Fiori, dove personaggi fatati, tra favole e leggende, prendono vita grazie al loro scultore-sognatore.

 

 

 

Info pratiche

Dove: Cerro di Caldana (Varese), sentiero 17 del Parco del Campo dei Fiori che sale verso il Forte di Orino

Come arrivare: arrivando in auto da Varese percorrere la Strada Statale SS394 verso Cocquio-Trevisago, costeggiando il limite del Parco del Campo dei Fiori. Seguire le indicazioni per Caldana e continuare per la piccola frazione di Cerro.

Parcheggio: piccolo parcheggio vicino alla chiesa di Cerro all’ingresso del borgo. Se non si trova posto bisogna lasciare l’auto al parcheggio più ampio di Caldana e proseguire a piedi fino a Cerro e quindi seguire le indicazioni per il sentiero

Indicazioni: incamminatevi verso l’abitato, girate a sinistra in via Castagneto, seguendo le indicazioni per il Forte di Orino. Dopo duecento metri, prendete il percorso a destra. Poco dopo inizia il Sentiero delle Sculture, una breve ma intensa passeggiata tra i boschi con figure fatate. Chi vuole può proseguire la salita verso il Forte di Orino, una meta raggiungibile in circa un’ora e quaranta minuti sul Sentiero 17, con 650 metri di dislivello.

Per conoscere meglio il Parco del Campo dei Fiori, con i suoi sentieri ed il suo patrimonio storico e naturalistico è possibile visitare il sito:http://www.parcocampodeifiori.it/index.aspx