Le GROTTE di ARA: il giardino segreto di pietra e acqua della VALSESIA

 

Un angolo segreto della Valsesia

Una scoperta inaspettata, poco lontano da casa, e l’immersione in un regno antichissimo fatto di acque e rocce, di antiche divinità femminili e di echi di un passato che qui sembra essere rimasto vivo, scolpito nella pietra  ♥️

Il Monte Fenera (letteralmente il Monte delle Fate *_*) con i suoi meravigliosi boschi e la sua flora unica in Piemonte, si trova al confine tra i territori di Novara e Vercelli, le pendici del monte però, nascondono molto più di ciò che gli occhi scorgono al primo sguardo.

 

Un po’ di storia

Il Monte Fenera è l’unica altura della Valsesia completamente costituita da rocce calcaree: questo lo rende unico nel suo genere e ne fa uno dei geo siti più significativi del Sesia Val Grande UNESCO Global Geopark.

Abitata fin da tempi remoti (si parla di 80 mila anni fa!), quest’area della bassa Valsesia, custodisce grotte e sistemi carsici dove viveva luomo di Neanderthal e animali come l’Orso delle Caverne e il Rinoceronte di Merk.

Le grotte, che grazie alle cascate del torrente Magiaiga sono in continuo mutamento, hanno da sempre attirato l’attenzione degli studiosi di archeologia e paleontologia visti i numerosi reperti rinvenuti in loco. Fra i diversi ritrovamenti vanno ricordati manufatti e strumenti di pietra utilizzati dall’ Homo Neanderthalensis, la mandibola incompleta di un Rinoceronte di Merck e i resti dell’Orso Speleo, estintosi circa 20.000 anni fa.

 

La Casa delle Grotte di Ara

Il Parco Naturale del Monte Fenera, riconoscendo la straordinaria importanza della zona e le caratteristiche che rendono l’area un prezioso unicum, ne ha acquisito la proprietà, ha curato la rinaturalizzazione del Giardino delle Grotte e ha promosso il restauro della piccola casa che si trova lì vicino facendola diventare, nel 2013, la sede per le attività di didattica legate all’archeologia e per i suoi progetti di promozione del territorio.

Qui vengono organizzati laboratori didattici di archeologia sperimentale ed i percorsi naturalistici permettono ai più piccoli di entrare in contatto diretto con il mondo della preistoria e della natura che li circonda.

Inoltre al piano superiore dell’edificio, è stata realizzata una piccola area espositiva, realizzata al piano superiore dell’edificio, permette ai visitatori di immergersi nella natura e nella storia del Monte Fenera attraverso pannelli esplicativi, minerali e materiali sperimentali.

 

Il minuscolo borgo di Ara

Ara, edificata su un terrazzo nel ripido versante sud del Monte Fenera, è una minuscola frazione di Grignasco, uno di quei luoghi rimasti fermi nel tempo *_*

Una volta arrivati in questo borgo rurale potete lasciare l’auto al parcheggio nella piccola piazza, vicino alla fermata del bus, dove è stata allestita un’adorabile biblioteca comune all’aperto  *_*

Sulla sinistra, attraversato un bellissimo arco, una salita lastricata conduce alla Chiesa di Sant’Agata dalla quale si gode lo splendido panorama sulla bassa Valsesia, la Valsessera e sul fiume Sesia.

La chiesa purtroppo era chiusa, ma abbiamo potuto ammirare una piccola cappella con una splendido affresco.

Una volta ritornati in piazzetta, imboccate Via Martiri della Libertà tra case colorate e accessi a cortili nascosti. In uno di questi, sopra un arco, potete scorgere un affresco molto bello.

Passiamo accanto ad una vecchia fabbrica abbandonata dove, udite udite, dalle finestre vedo che pare sia allestita una mostra dedicata ad Agata Christie… adooorooo! *_*

Uno scatto rubato da una delle aperture e via 😉

Seguite la stradina fino a quando arriverete alla Chiesa di San Grato risalente al ‘500 ed entrate: è piccolina, come tutto qui, ma è incantevole!

Ora seguite la strada sulla destra seguendo le indicazioni per le grotte fino a raggiungere una bassa staccionata in legno con un cancelletto che potete tranquillamente aprire ed attraversare (richiudendolo come lo avete trovato). Da qui, con una passeggiata di pochi minuti a piedi in una stradina immersa nel verde, ci si ritrova in un piccolo angolo magico.

 

 

Le Grotte di Ara

In questo punto il torrente Magiaiga attraversa il cosiddetto Giardino delle Grotte, un luogo che pare incantato, un luogo in cui la Natura scolpisce e plasma il calcare dando vita a forme disparate, incredibili, di ogni foggia e dimensione.

Nelle grotte in particolare la sua opera millenaria e incessante crea effetti sorprendenti, tali da confondere a volte un regno naturale con un altro. Tali da far apparire fiori le rocce, da trasformare agglomerati minerali in giardini di pietra e acqua  😍

 

All’ingresso del Giardino delle Grotte, un cartello racconta la storia del luogo:

 

“In un vecchio manoscritto, un cultore di storia locale così definiva le Grotte di Ara: “Tempio delle Fate, grotta delle Sirene, luogo prediletto dalle Sibille. Queste parole racchiudono un’antica tradizione che lascia supporre il ricordo di arcane pratiche magico-rituali, conservate nella memoria collettiva, testimoniate anche dalla pratica di raccogliere i sass bianc, ovvero le quarziti dall’alveo del torrente Magiaiga, dove defluisce dalle grotte per trarre da queste pietre energia e benessere. Queste grotte hanno sempre esercitato un fascino particolare e un’attrattiva, non solo come meta di passeggiate ma anche come luogo salutifero dove di portavano d’estate i bambini gracili affinché si fortificassero.”

E ancora:

“La grotta, originariamente chiusa come testimonia il grande arco rimasto, divenne con molta probabilità un luogo sacro con tutte le connotazioni di un santuario delle acque, ipotesi suggestiva e preludio a nuove ricerche. Probabilmente in epoca preromana e romana, in questo sito si svolgevano pratiche rituali legate all’elemento femminile e vitale per eccellenza: l’acqua. In particolare nelle nostre zone e sul Monte Fenera il culto delle acque e delle rocce si diffuse principalmente nella media età del bronzo (circa 3700-3500 anni fa).”

 

Il Giardino delle Grotte di Ara

Un arco naturale di roccia calcarea, dell’altezza di circa dieci metri, segna l’arrivo in un luogo fuori dal tempo. Al centro del giardino scorre il rio Magiaiga che qui scorre placido in morbide anse, prima di riprendere la sua corsa verso l’incontro con il fiume Sesia.

Lo sguardo spazia, si posa sulle antiche rocce, sull’acqua trasparente su quelle forme in continuo mutamento.

L’istinto porta ad esplorare ogni cunicolo o parte di esso, ogni anfratto, ad abbassarsi o appiattirsi per attraversarne uno sentendoti un po’ Indiana Jones, sbucando all’interno di quella che un tempo era una grande grotta, su rocce bianche levigate, da dove si vede una piccola ma impetuosa cascata  😍

Sembra di aver attraversato ancora una volta un portale del tempo trovandosi con gli occhi sempre pieni di meraviglia e immaginando un passato primitivo e lontano…

 

La Dea delle acque

In una piccola nicchia vicina al torrente si trova la statuetta di Santa Barbara, patrona dei minatori, posizionata qui dai lavoratori della cava. Gli studiosi ipotizzano però che la devozione a questa santa si sia sovrapposto a quello della Dea delle Acque.

Testimonianza di questo culto è un’antica usanza dei locali di raccogliere nel torrente una coppia di quarzi, uno deposto come offerta ai piedi della santa e l’altro conservato come portafortuna.

Si racconta anche che le sacerdotesse-sibille che abitavano questo santuario effettuavano la raccolta rituale delle bianche quarziti in quanto erano considerate curative  😮

Io penso di averne trovata una e ho deciso di lasciarla ai piedi della santa, senza portar via nulla da qui.

La conca delle Grotte di Ara, interamente costituita da dolomie, è un vero e proprio museo a cielo aperto, un luogo fatto di pietra, di acqua, di storia, di testimonianze, di leggende e di echi lontani, un luogo incantato dove si percepisce un’atmosfera quasi magica

Un santuario delle dee e delle fate, delle sirene e delle sibille, frequentato da sacerdotesse che offrivano rituali acquatici, guarigione e responsi profetici, e dove la Dea Madre venne sostituita dalla misteriosa santa che, ancora oggi, veglia e protegge le Grotte di Ara.

 

Il sentiero del Magiaiga

Dalle Grotte è possibile percorrere diversi sentieri, più o meno lunghi, più o meno impegnativi. I boschi del Parco del Monte Fenera è ricco di sorprese e radure suggestive.

Noi avendo poco tempo a disposizione abbiamo percorso un bel tratto del Sentiero del Magiaiga, giù fino ad arrivare al fiume, immersi in una natura rigogliosa, dove è possibile intravedere costruzioni sinistre abbandonate…sembra di essere stati catapultati sul set di Lost  🙂 🎬

Una volta risaliti prendiamo la strada del ritorno fino al borgo di Ara. E vicino alla staccionata incontriamo la signora Primina, una vecchina adorabile che ci fa assaggiare i suoi gelsi (sì gelsi!) che noi avevamo scambiato per more…inutile dirvi che erano deliziosi vero? 😀

E poi abbiamo fatto un breve tratto di strada insieme verso il borgo, a passo lento, mentre Primina ci racconta un po’ di lei e della sua famiglia, degli acciacchi e delle sue marmellate 🙂

Avete presente gli incontri belli e inaspettati con la gente del posto?

Ecco questo lo è stato  ♥️

 

 

La Panchina Gigante di Prato Sesia

Dopo pranzo, sulla strada del ritorno ci fermiamo a Prato Sesia per vedere la nostra 4° Panchina Gigante 🤩

Inaugurata il 7 marzo 2021, la panchina di Prato Sesia, è una delle ultime arrivate in famiglia. E’ di colore arancione, simbolo del paese, ed è collocata sullo sperone roccioso della collina di Sopramonte che sovrasta il borgo.

La panchina gigante si trova tra le suggestive rovine del castello di Sopramonte, dell’antica torre medioevale di vedetta del castello e della Chiesetta della Natività di Maria Vergine, detta anche più semplicemente “chiesetta del castello”.

Una volta arrivati è facile capire il perché la Big Bench nr 127 sia stata posizionata proprio qui: la vista sulla catena montuosa del Monte Rosa, sul Monte Fenera e sull’arco alpino biellese è bellissima *_*

Come arrivare

Per arrivare alla Panchina di Prato Sesia dovrete parcheggiare l’auto nel sottostante Piazzale Gugliemo Marconi e percorrere a piedi una mulattiera che, in una quindicina di minuti, dal paese porta in cima alla collina 😉

 

Che ne dite? Vi ho incuriosito?

 

 

 

 

Info pratiche

Come arrivare

Da Torino: prendete l’autostrada A4 o E64 in direzione Milano. Superata l’uscita Greggio imboccate lo svincolo per l’autostrada A26 o E62 in direzione Gravellona Toce.

Da Milano: prendete l’autostrada A4 o E64 in direzione Torino. Superata l’uscita Biandrate-Vicolungo imboccate lo svincolo per l’autostrada A26 o E62 in direzione Gravellona Toce.

Per tutti: uscite a Romagnano Sesia – Ghemme sulla A26 e prendete la strada provinciale 299 in direzione Valsesia, Grignasco o Borgosesia. Superate i paesi di Romagnano Sesia, Prato Sesia e Grignasco. La frazione di Ara si trova su un terrazzamento sul versante ovest del Fenera, a circa 1 chilometro di strada dalla SP 75 (deviazione presso il sotto passo della ferrovia).

 

Parcheggio

Nel centro della piccola frazione di Ara ci sono alcuni posteggi liberi. Da qui seguite le indicazioni per le Grotte, da qui la passeggiata è breve e semplice (è anche possibile arrivare alle Grotte dal sottopasso della ferrovia).

 

Ingresso

Libero, sempre aperto

Per maggiori info: Ente di gestione delle Aree protette della Valle Sesia

 

Il museo

Per approfondire ancora di più la conoscenza e osservare i numerosi reperti portati alla luce da archeologi e paleontologi si può approfittare del Museo di Archeologia e Paleontologia “Carlo Conti” di Borgosesia.

 

 

 

Altri  luoghi belli in  Valsesia:

Il Sacro Monte di VARALLO: Patrimonio UNESCO tra arte, fede e natura

Il CASTELLO di Vintebbio: un angolo di Scozia in VALSESIA

 

 

 

 

 

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