La MILANO LIBERTY di Porta Venezia

Nonostante la sua vicinanza al centro, la zona di Porta Venezia a Milano mantiene una forte identità locale e si differenzia dalle zone turistiche, offrendo diversi punti di interesse in grado di sorprendere piacevolmente i suoi visitatori.

In questo nugolo di vie raccoglie alcuni dei palazzi più belli di Milano, è qui che si deve venire per scoprire i gioielli dell’architettura Liberty in città *_*

Porta Venezia è ricca di angoli nascosti e di chicche da scoprire!

Qui si cammina con gli occhi all’insù alla ricerca di particolari sorprendenti, di forme naturali che si fanno design urbano, di colori che si contrappongono con la pietra, di storie interessanti e curiose 🤓

 

Lo stile Liberty

Lo stile Liberty, conosciuto anche come Art Nouveau, è un movimento artistico-filosofico che nasce in Francia e si diffonde in tutta Europa a cavallo tra l’800 e il 900.

All’inizio del Novecento, mentre Milano si trasformava grazie al fiorire di industria e commercio, la nuova borghesia emergente trova nello stile Liberty, introdotto in Italia con l’Esposizione di Torino del 1902, l’occasione per dimostrare la propria modernità e ricchezza.

L’esperienza del Liberty Milanese durò purtroppo solo fino allo scoppio della prima guerra mondiale, ma passeggiando in alcuni quartieri è possibile imbattersi in diversi esempi di quest’epoca affascinante e molto spesso dimenticata.

E Porta Venezia è ancora oggi la Milano Liberty per eccellenza! 🤩

 

Passeggiando con gli occhi all’insù

Vi racconto delle dimore e dei palazzi che abbiamo visto noi durante la nostra passeggiata per il quartiere in una giornata grigia e piovosa

 

Bastioni di Porta Venezia

In origine conosciuta come Porta Orientale e ancora prima, nel periodo napoleonico, come Porta della Riconoscenza, o in milanese anche Porta Renza, Porta Venezia in origine non si trovava dove siamo abituati a vederla oggi: era collocata un po’ più in là, all’incrocio di Via Senato.

Oggi si trova in Piazza Oberdan ed è una delle sei porte storiche di Milano da cui si accede al centro storico tramite Corso Venezia o a Corso Buenos Aires famosa via dello shopping.

Porta Venezia è una delle storiche porte principali di Milano che si aprivano nella cinquecentesca cerchia dei bastioni spagnoli, ridefinite secondo una nuova concezione in epoca neoclassica, con funzione di barriere daziarie ma soprattutto come ingressi trionfali alla città.

Gli attuali Caselli, sorti tra corso Buenos Aires e corso Venezia, vennero costruiti nel 1827-28 dall’architetto bresciano Rodolfo Vantini in sostituzione di altri del Piermarini rimasti incompiuti. Negli angoli delle due facciate, verso la città e verso la campagna, si possono notare le nicchie con statue in marmo di Carrara, in tutte le facciate, in alto e sugli angoli, bassorilievi con scene della storia milanese.

 

Casa Galimberti

Percorrendo Corso Venezia e superando piazza Oberdan, in Via Malpighi ci si imbatte nel più sorprendente tra i palazzi in stile Liberty della zona. Il palazzo è un tripudio di decori in ferro battuto, cemento e ceramica che sicuramente vi lasceranno a bocca aperta

La facciata di Casa Galimberti sembra quasi voler raccontarvi una fiaba con le figure femminili in vesti brillanti, flessuosi balconi in ferro battuto e i motivi floreali disegnati dall’architetto stesso, Giovanni Battista Bossi, nei primi anni del ‘900.

Impossibile non rimanere estasiati dall’armonia delle decorazioni! 😍

Dove: Via Malpighi 3

 

Casa Guazzoni

Proseguendo in Via Malpighi e fermandosi prima dell’incrocio con Via Melzo, si trova un altro grande esempio, meno conosciuto, di Liberty, Casa Guazzoni. L’architetto  Giovanni Battista Bossi  è lo stesso di Casa Galimberti, ma qui il colore lascia lo spazio alla scultura e al chiaro scuro.

La facciata è un tripudio di putti e morbide figure che si intrecciano a ghirlande, di ringhiere in ferro battuto che sembrano così leggeri da abbracciare balconi e finestre. Splendido!

Dove: Via Malpighi 3

 

Ex Cinema Dumont

La prossima tappa è vicinissima, alla fine di Via Malpighi. L’Ex Cinema Dumont, questo il suo nome, venne realizzato tra il 1908 e il 1910 dagli architetti Tettamanzi e Mainetti, per volere dei fratelli Giuseppe e Alfredo Galli, che al suo interno avrebbero poi creato uno dei primi cinematografi di Milano e d’Italia!

Dal 1932 smise di essere un cinema e l’edificio venne riutilizzato prima come autosalone e poi come garage (mi vengono i brividi solo a pensarci). Oggi ospita una piccola ed elegante biblioteca, la Biblioteca Venezia.

La facciata in stile Liberty è bellissima, con il cemento che prende vita in nastri e fiori che vanno ad incorniciare il portone di ingresso *_*

Dove: Via Frisi 2

 

Kursaal Diana

Tornando in Piazza Oberdan e subito all’incrocio con Viale Piave non si può non notare l’imponente palazzo dall’angolo curvo con il tetto in stile parigino, che ricorda le atmosfere spensierate della Belle Époque *_*

Pochi sanno che qui c’erano i Bagni di Diana, la prima piscina pubblica milanese, progettata nel 1842 e aperta al pubblico fino al 1908. I Bagni inizialmente erano accessibili esclusivamente agli uomini, le donne vengono ammesse solo più avanti, nel 1886, limitatamente alla fascia mattutina 😮

Ai Bagni di Diana prende sede la Nettuno, società di nuoto fondata nel 1898, che qui promuove sport come il nuoto sia maschile che femminile, ma anche tuffi e pallanuoto. Pensate che nel 1900 qui si svolge il primo campionato italiano di tuffi e nel 1905 le prime partite di pallanuoto 😮

Nel 1908 ne prende il posto il Kursaal Diana, elegante impianto di lusso in stile tardo-liberty diviso tra albergo, eventi e teatro. La gloriosa piscina sparisce lasciando e al suo posto viene creato un piccolo parco interno con pista di pattinaggio. Rinnovato nel 1922 e nel 1998 oggi lo conosciamo come l’hotel di lusso Sheraton Majestic Diana.

Dove: Sheraton Diana Majestic, viale Piave 42

 

Palazzo Castiglioni

Se parliamo di stile liberty, non possiamo non nominare Palazzo Castiglioni che non è altro che il primo edificio liberty milanese in assoluto! 🤓

Siamo a metà di Corso di Porta Venezia, vicino ai Giardini Indro Montanelli ed è un edificio monumentale con decorazioni in ferro, vetro, pietre, marmi e vetrate, che attualmente ospita la sede dell’Unione del Commercio della Provincia di Milano.

Si può toccare la pietra grezza del basamento, ammirare il ferro che si attorciglia in rami e si allunga alle foglie e ai fiori delle finestre decorate. E se si guardano i cornicioni, si vedono delle api, il simbolo dei laboriosi imprenditori dell’epoca che avevano abbracciato la novità di questo stile.

Curiosità

Questo palazzo è conosciuto dai milanesi anche come Ca de ciapp. Accanto al portone principale infatti, agli inizi del ‘900, erano collocate due figure femminili che mostravano il fondo schiena. Simboleggiavano la Pace e l’Industria ma essendo ritenute troppo scandalose per l’epoca, furono rimosse e spostate a Villa Faccanoni.

Dove: Corso Venezia 47

 

Palazzo della società Buonarroti-Carpaccio-Giotto

Il Palazzo della società Buonarroti-Carpaccio-Giotto è un grande edificio residenziale realizzato fra il 1926 e il 1930 su progetto dell’architetto Piero Portaluppi.

Caratteristica dell’edificio è senza alcun dubbio lo scenografico arco che scavalca via Salvini, una delle più alte espressioni architettoniche del tempo. Il passaggio tra corso Venezia e via Salvini è definito da uno splendido colonnato di ordine dorico che regge una volta a botte decorata a losanghe.

Oggi introduce a quello che è chiamato “Il Quadrilatero del Silenzio“. Un luogo pieno di tesori della Milano Liberty

Dove: Corso Venezia, 42-44

 

Palazzo Sola Busca

Continuando il nostro viaggio di perlustrazione tra i palazzi del Liberty milanesi, percorriamo Via Serbelloni fino ad arrivare al numero 10 dove c’è Palazzo Sola Busca anche detta Ca’ dell’Ureggia. Realizzato tra il 1924 e il 1927 su progetto di Aldo Andreani, questo palazzo s’impone all’angolo della strada con la sua forma poligonale e il contrasto di colori tra parte inferiore e quella superiore. La prima si presenta monumentale e ricca di decori invece la seconda è di color rosato e più lineare.

Quello che rende ancora più interessante questo edificio è un dettaglio incastonato nella muratura di fianco al portone principale e che dà il soprannome al palazzo.

Si tratta un citofono a forma di orecchio che l’illustre scultore milanese Adolfo Wildt realizzò dando vita al primo citofono della città di Milano. La sua funzione era all’epoca di fare da tramite tra il custode del palazzo e i visitatori, mentre oggi cattura solo tanta curiosità  🙂

Dove: Via Serbelloni 10

 

Villa Invernizzi e i fenicotteri rosa

A pochi passi si trova Villa Invernizzi, tipico esempio dello stile liberty, ormai uno dei luoghi meno segreti e più fotografati di tutta Milano.

Fermatevi a sbirciare tra le siepi che circondano l’edificio perché qui vive una colonia di eleganti fenicotteri rosa. Una stranezza assoluta in pieno centro a Milano!

Il Cavalier Invernizzi (inventore del formaggino Mio) era innamorato di queste specie esotiche e ne fece arrivare alcuni esemplari direttamente dall’Africa e dal Cile creando la colonia di fenicotteri rosa.

Se vi chiedete perché non volano via… beh, sembra ci sia un costante controllo della lunghezza delle ali, così da non permettergli di volare…una costrizione un po’ crudele anche se oramai non sarebbero in grado di vivere in libertà… 😢

Dove: Via Cappuccini 7

 

Palazzo Berri Meregalli

Poco più avanti si trova uno dei palazzi più eccentrici e sorprendenti dell’architetto Giulio Ulisse Arata, realizzato tra il 1911 e il 1913 per conto degli imprenditori Nebo Berri e Innocente Meregalli.

Si tratta di Palazzo Berri Meregalli con la facciata ad angolo che combina elementi di esoterismo Gotico e stile Liberty, un trionfo di putti, sculture di animali esoterici, diavoli satiri, caproni, rane, draghi, con il ferro battuto a ornare balconi e finestre.

Un vero e proprio gioiellino con un ingresso incredibile, impreziosito da splendidi mosaici, pietre e mattoni a vista, archi e logge in stile romanico, bellissimi pavimenti dai toni accesi 😍

Guardando attraverso la cancellata in ferro battuto, che ricorda la grata di un castello medievale, in fondo all’androne potete scorgere l’inquietante scultura della Vittoria di Adolfo Wildt, una scultura in marmo con dorature, progettata e scolpita tra il 1918 e il 1919 per celebrale la fine della prima guerra mondiale.

Questo mix di forme e di periodi storici dà a questo edificio un’atmosfera misteriosa e indecifrabile: un palazzo unico, da scoprire dettaglio dopo dettaglio! 😍

Dove: Via Cappuccini 8 (angolo Via Cappuccini e Via Vivaio)

 

Quadrilatero del Silenzio

Sapevate che a Milano oltre al Quadrilatero della Moda c’è anche un Quadrilatero del Silenzio? 😮

Ebbene sì, il Quadrilatero del Silenzio è un piccolo angolo di pace nonostante sia in pieno centro.

E’ costituito da una manciata di strade alle spalle di corso Venezia, all’altezza della fermata della metro Palestro: Via Serbelloni, Via Mozart, Via Cappuccini, Via Vivaio custodiscono tesori, sorprese e curiosità 😍

E poi Piazza Duse, dedicata a una delle più grandi attrici del teatro italiano, nonché musa di D’Annunzio, attorniata da quattro palazzi eleganti che ne delineano il perimetro a quadrilatero. Palazzo Civita, Palazzo Beato Angelico e altri due pregevoli palazzi in stile neobarocco. Al centro un piccolo giardino che ingentilisce le strade poco trafficate *_*

Camminate con il naso all’insù, vi stupirete degli angoli nascosti che scoverete. Dai portoni stupendi, ai giardini racchiusi all’interno di condomini che hanno un fascino retrò, alle facciate con i putti in marmo, dai dettagli curiosi ai fenicotteri rosa.

Una Milano d’altri tempi, una Milano per lo più sconosciuta e stupenda!

 

Giardini Idro Montanelli

I Giardini Indro Montanelli sono il primo parco pubblico realizzato a Milano tra il 1782 e il 1786, su progetto dell’architetto Giuseppe Piermarini, e il secondo, dopo Parco Sempione, ad essere aperto al pubblico.

Si estendono tra Corso Venezia, i Bastioni di Porta Venezia, Via Manin e Via Palestro. Dal 2002 l’area è intitolata a Indro Montanelli poiché si dice che il celebre giornalista fosse solito sostare ogni mattina su una panchina dei giardini, durante il tragitto verso la sede della testata per cui lavorava: “Il Giornale”.

Al suo interno si affacciano su Corso Venezia il Planetario Ulrico Hoepli e il Museo Civico di Storia Naturale.

 

Il Planetario

Con la sua grande cupola, il Civico Planetario Ulrico Hoepli, è a tutti gli effetti il planetario più grande in Italia. Oltre a proiettare e rappresentare l’immagine e i movimenti degli astri, dispone di una biblioteca e svolge regolarmente attività divulgative e didattiche che riguardano l’astronomia e la scienza, ospitando ogni anno migliaia di visitatori.

 

Museo Civico di Storia Naturale

Fondato nel 1838, il Museo Civico di Storia Naturale di Milano è uno dei più importanti musei naturalistici d’Europa. Ospita 23 sale espositive disposte su due piani che preservano tre milioni di pezzi, custodisce un centinaio di splendidi diorami italiani e sezioni dedicate a botanica, zoologia, paleontologia, entomologia e mineralogia.

 

Casa Museo Boschi- Di Stefano

Un appartamento borghese apparentemente modesto e simile a molti appartamenti di 𝐌𝐢𝐥𝐚𝐧𝐨, che si rivela inaspettatamente essere una dimora unica per la preziosa collezione di arte moderna che conserva nelle sue stanze 😍

Dipinti e sculture disseminati ovunque nell’abitazione che fu di 𝘈𝘯𝘵𝘰𝘯𝘪𝘰 𝘉𝘰𝘴𝘤𝘩𝘪 e 𝘔𝘢𝘳𝘪𝘦𝘥𝘢 𝘋𝘪 𝘚𝘵𝘦𝘧𝘢𝘯𝘰, due eccezionali collezionisti, appassionati cultori dell’arte, che raccolsero nella loro casa quella che è oggi una straordinaria testimonianza della storia dell’arte italiana del XX secolo dal primo decennio del Novecento alla fine degli anni Sessanta.

Un “museo abitato” dove la coppia Boschi Di Stefano visse a lungo e che un giorno decise di lasciare alla città perché tutti potessero fruire di un patrimonio unico e irripetibile 💛

La Casa Museo Boschi di Stefano è una vera e propria immersione negli anni ’30, dove aleggia un’atmosfera sospesa nel tempo ✨

Lungo il percorso tra le stanze potrete ammirare capolavori dei grandi artisti di inizio Novecento in un susseguirsi di quadri, sculture e disegni, arredi dell’epoca (non quelli della casa), dettagli architettonici, oggetti di design e persino violini 😍

E ancora un particolare premio che fu donato ad Antonio per un suo brevetto….

Antonio Boschi infatti era un ingegnere e nel corso della sua carriera, quasi tutta trascorsa in Pirelli, ha brevettato numerose invenzioni tra cui il famoso GIUBO (il giunto Boschi), un innovativo giunto di trasmissione per motori che rivoluzionò il mercato!

Dal 2009 la Casa Museo è di proprietà del Comune di Milano e fa parte del Circuito delle 𝐂𝐚𝐬𝐞 𝐌𝐮𝐬𝐞𝐨 𝐝𝐢 𝐌𝐢𝐥𝐚𝐧𝐨, un sistema museale cittadino con lo scopo di promuovere il patrimonio storico, culturale e artistico milanese attraverso la storia dei suoi personaggi 🤩

Questa chicca insolita è visitabile gratuitamente dal martedì alla domenica dalle 10 alle 17.30 grazie anche alla presenza dei bravissimi Volontari per il Patrimonio Culturale lombardi del Touring Club Italiano.

Dove: Via Giorgio Jan 15

 

Insomma una zona di Milano che vi consiglio di scoprire girovagando tra i grandi viali e le vie più appartate 🤩

E che ha ancora molto altro da offrire! 🙂

 

 

 

 

 

 

Info pratiche

Come arrivare

Il quartiere è facilmente raggiungibile con la metro M1 rossa fermata Porta Venezia, Palestro o Lima

L’area è servita anche dal passante ferroviario, tram e autobus che la collegano ad altre zone importanti di Milano, come la stazione Centrale, la zona Repubblica e Garibaldi.

Tip

Se ne avete l’occasione, provate a sbirciare dai portoni aperti, si intravedono delle corti interne e dei giardini meravigliosi! 😉

Come questo di Palazzo Galimberti *_*

 

Casa Museo Boschi Di Stefano

E’ visitabile gratuitamente dal martedì alla domenica dalle 10 alle 17.30. Chiusa 1 gennaio, 1 maggio, 25 dicembre. Per ulteriori info consultare il sito ufficiale della dimora storica.

 

 

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